L’Abete è il simbolo del Natale, la festa del ritorno alla Luce nella tradizione Cristiana, e del passaggio della luce salvifica – il Cristo – sulla terra. Un momento in cui vi è un invito ad aprirsi alla spiritualità, al Cielo, alla Divinità.
Il Natale è una declinazione di più antichi rituali che onoravano la Luce: ancora prima dell’era cristiana, nei giorni prossimi al solstizio d’inverno (momento che segna un allungamento delle ore di luce) cominciò ad affermarsi l’usanza di adornare un Abete
con luci, mele e dolci, per scongiurare l’avanzata delle tenebre e festeggiare la vittoria del sole, del calore, della vita e della prosperità.
La scelta di un albero sempreverde era un modo per sottolineare ulteriormente il potere della vita di rinnovarsi perennemente e di riuscire sempre a riemergere dal freddo e dal buio invernali, simboli della morte e dell’oblìo.
Per i greci questo albero era sacro ad Artemide, protettrice delle nascite: fin dall’antichità, quindi, Abete viene percepito come l’albero che favorisce l’incarnarsi di una nuova vita e come suo protettore.
Leggende nordiche narrano come i rami di Abete siano abitati da spiriti luminosi e benefici, le fate, il cui compito è di proteggere la salute dei bambini, proprio come fanno gli Angeli nella tradizione cristiana.
Nel folklore germanico si racconta che l’Abete ospiti il Genio della foresta: per questo motivo, gli alberi più vecchi e imponenti non potevano essere tagliati e, anzi, erano venerati perché impregnati da questa forza luminosa, capace anche di svelare agli uomini il loro destino. Questo albero era inoltre al centro di riti e cerimonie, poiché rappresentava il canale di comunicazione con gli dèi.
In quanto albero della fertilità, della nascita, della vita, del destino e in quanto “ponte” con le luminose e benefiche forze celesti, era anche considerato il guardiano di un’importante soglia, quella rappresentata dal solstizio d’inverno, il 21 dicembre, momento in cui, grazie al ritorno della luce, già in età pagana veniva festeggiato il rinnovarsi dell’anno e della vita.
Per questo ancora oggi, nello stesso periodo dell’anno, perpetuiamo questa tradizione addobbando un abete e festeggiando la nascita di Gesù.
ABETE BIANCO
In aromaterapia
- Parti utilizzate: aghi
- Agisce su: apparato respiratorio e muscolo-scheletrico.
- Proprietà: analgesico, antiartritico, anticatarrale, antisettico polmonare, espettorante stimolante. L’albero dell’Abete è stato apprezzato nei secoli per le sue virtù medicinali rispetto ai disturbi respiratori, febbre e dolore muscolare e reumatico.
- Effetto aromatico: crea un senso di equilibrio, ancoraggio e potenza. Può stimolare la mente permettendo al corpo di rilassarsi.
Non adatto ai bambini sotto i 6 anni.
In Fitoterapia
- Parti utilizzate: gemme
Il rimedio è utile per chi necessita di sostenere un’armonica costruzione dello scheletro, e quando l’identità immunitaria – e quindi la difesa del Self – vada rafforzata; quando bisogna sostenere la costruzione dell’individualità interiore, del sé.
- Agisce su: Sistema neuro-endocrino. Tessuto osseo. Sistema Immunitario.
Abete MG è quindi adatto per favorire la crescita di bimbi ipostenici e per sostenere il soggetto adulto che soffre di osteoporosi, problemi articolari e vascolari. Utile per accelerare la riparazione da una frattura ossea.

Ti auguriamo Luce, Conoscenza e Presenza. Buone Feste!
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Ieri ho preso in mano l’autobiografia di A.T. Still, il fondatore dell’osteopatia (puoi leggere
Quando dico che il paziente: “È una persona che ride, che piange, che pulsa, che vive”, intendo che anche la parte emotiva di ognuno di noi è fondamentale per comprendere chi siamo e
Scopri la tua anima, cercala, anzi ri-trovala, perché è solo coperta da un po’ di polvere, è stata lì da quando sei bambino ad adesso, ad aspettare che ti rendessi conto che la stai trascurando.
È come se il tuo corpo e la tua anima ti dicessero: “Oh, fermati, per farmi ascoltare cosa devo fare?
Testimonianza successa veramente!


Primo Matto:
Era solo un ragazzo quando, giocando con una teiera d’acqua bollente, disse che il vapore che saliva dal beccuccio della teiera poteva muovere i treni…Volevano chiuderlo in manicomio…
Intorno al 1840 un certo Morse disse che tramite un filo tirato fra due città e alcuni acidi e metalli si poteva parlare a centinaia di miglia di distanza e lo presero per matto da manicomio…
